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Il fenomeno del brigantaggio.

Il fenomeno del brigantaggio. - Associazione Culturale Insieme

 L’Associazione Culturale “ Insieme”, come da programma, il 5 giugno presso il centro sociale “San Lorenzo” di San Giuliano del Sannio, dopo aver parlato dell’Unità d’Italia e degli avvenimenti che hanno caratterizzato il Molise, in quel periodo storico, ha organizzato un secondo incontro sul tema “FASTI DEL BRIGANTAGGIO”.

Sull’argomento sono intervenuti Massimo Vitale e Carlo Pedicino, moderati da Carmela Di Soccio, che hanno raccontato con semplicità storie di altri tempi, qualcuna tramandata da nonno a nipote, altre tratte da testi storici, legate alla situazione socio -economico del periodo successivo all’unità d’Italia e in particolare al “Brigantaggio” vissuto nel nostro territorio.
Il brigantaggio nell’Italia meridionale dopo l’Unità d’Italia non è da considerare una semplice sollevazione contadina contro il potere politico ed economico rappresentato dal padrone, ma è una realtà ben più complessa.L’origine del fenomeno è da attribuirsi alla miseria e alle continue angherie che il povero popolo dei contadini doveva continuamente sopportare da parte dei soliti, pochi, ricchi padroni.

Non è facile comprendere il perché di un fenomeno tanto complesso. Storici e studiosi si sono, da sempre, cimentati nella comprensione del fenomeno, concordando sulla complessità e sulla varietà delle motivazioni.
Probabilmente un buon margine di colpa è da attribuire all’illusione che, con l’Unità d’Italia, molte cose sarebbero cambiate. Al contrario, la vita dei contadini andò sempre più peggiorando, soprattutto a causa della miopia e cattiva politica sabauda che trattò il meridione al pari di una colonia, conquistata con mire espansionistiche. I piemontesi, purtroppo, non fecero altro che sostituire i Borbonici nell’amministrazione del potere; in una situazione simile scontento e delusione fomentarono la ribellione che, senza molti scrupoli, fu trattata dai nuovi governanti con l’applicazione della legge marziale.
Le rivolte finivano, spesso, nel sangue; i briganti o, anche coloro che, sommariamente, erano riconosciuti tali, erano passati per le armi.
Fu, questo, il triste risultato di una cattiva valutazione di un fenomeno, difficile da comprendere per il nuovo potere politico che, beatamente, viveva nell’Italia settentrionale, lontano dalla nuova realtà che una guerra di conquista aveva portato in dote. Pertanto le continue richieste di pane e lavoro dei contadini meridionali si persero nella lentezza e nella negligenza dei rappresentanti politici.